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    30-10-2007

    PASSEGGIATA A NAPOLI, BELLA ANCHE PER QUESTO...

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    Domenica abbiamo avuto l'occasione di conoscere questo personaggio
    se avete un pò di tempo libero, vi do un link dove leggere il suò modo
    di vedere alcuni aspetti della vita che mi hanno molto colpito...
     
     
    25-10-2007

    NON ASPETTATE...

    Non aspettate un sorriso per essere gentili...

    Non aspettate di essere amati, per amare.

    Non aspettate di essere soli, per riconoscere il valore di un amico.

    Non aspettate l’impiego migliore, per cominciare a lavorare.

    Non aspettate di avere molto, per cominciare a condividere.

    Non aspettate la caduta, per chiedere consiglio.

    Non aspettate il dolore, per ricordarvi della preghiera.

    Non aspettate di avere il tempo, per poter servire.

    Non aspettate il dolore del prossimo, per chiedere scusa...

    ... né la rottura, per riconciliarvi.

    Non aspettate...

    22-10-2007

    GLI OCCHI DELL'ANIMA

     
     
    Due uomini, entrambi gravemente ammalati,
    occupavano la stessa stanza d'ospedale.
    Uno dei due, il cui letto si trovava di fianco alla finestra
    poteva sedersi un'ora al giorno.
    L'altro uomo invece era costretto a passare le sue giornate
    immobile nel suo letto.
    I due compagni di sventura parlavano per ore;
    delle loro famiglie, le loro case, il lavoro, le vacanze.
    Ed ogni pomeriggio,
    quando l'uomo nel letto vicino alla finestra si poteva sedere,
    passava il tempo a descrivere, nei minimi particolari,
    al suo compagno di stanza, tutto quello che vedeva fuori :
    un parco con un bel lago, le anatre ed i cigni,
    gli alberi secolari, i bambini che giocavano,
    gli innamorati che camminavano a braccetto in mezzo ai fiori.
    Mentre l'uomo alla finestra descriveva l'altro
    chiudeva gli occhi e immaginava...
    Cominciò a vivere nient'altro che per questi periodi di un'ora
    durante i quali il suo mondo si arricchiva
    di tutte le attività e i colori del mondo esterno.
    Le settimane passarono.
    Una mattina, l'uomo vicino alla finestra, fu trovato morto.
    Il compagno di stanza chiese se poteva essere spostato
    in prossimità della finestra, e l'infermiera, l'accontentò.
    Finalmente, avrebbe avuto la gioia di vedere lui stesso
    quanto il suo amico gli aveva descritto.
    Si allungò per girarsi lentamente verso la finestra
    ma tutto ciò che vide fu un muro !
    L'uomo perplesso, domandò all'infermiera perché
    il suo compagno di stanza deceduto gli avesse dipinto
    tutta un'altra realtà.
    L'infermiera rispose che quell'uomo era cieco,
    e che non poteva nemmeno vedere il muro.
    " Forse ha solamente voluto incoraggiarla ", commentò.

    Vi è infatti,una felicità straordinaria nel rendere felici gli altri,
    a discapito delle nostre sofferenze.
    La pena condivisa riduce a metà il dolore,
    ma la felicità, una volta condivisa, si ritrova raddoppiata.
    Se volete sentirvi ricchi, non avete che da contare,
    tra tutte le cose che possedete,
    quelle che il denaro non può comperare.
    L'oggi è un regalo, ed è per questo
    che in molte lingue lo si chiama " presente ".
     
    PS. Grazie Giusy....ci vediamo domenica, non mi fare aspettare molto...Sorriso
    10-10-2007

    Non giudicate le persone solo dall'apparenza... prendiamoci un pò di tempo..

    Qualche tempo fa quando un gelato costava molto meno di oggi,
    un bambino di dieci anni entrò in un bar e si sedette al tavolino.
    Una cameriera gli portò un bicchiere d'acqua.
    "Quanto costa un sundae?" chiese il bambino.
    "Cinquanta centesimi" rispose la cameriera.
    Il bambino prese delle monete dalla tasca e cominciò a contarle.
    "Bene, quanto costa un gelato semplice?".
    In quel momento c'erano altre persone che aspettavano
    e la ragazza cominciava un pò a perdere la pazienza.
    "35 centesimi!" gli rispose la ragazza in maniera brusca.
    Il bambino contò le monete ancora una
    volta e disse: "Allora mi porti un gelato semplice!".
    La cameriera gli portò il gelato e il conto.
    Il bambino finì il suo gelato,
    pagò il conto alla cassa e uscì.
    Quando la cameriera tornò al tavolo per pulirlo
    cominciò a piangere
    perché lì,
    ad un angolo del piatto,
    c'erano 15 centesimi di
    mancia per lei.
    Il bambino non chiese il Sundae per riservare la mancia
    alla cameriera.....
     
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