Ciao a tutti, come và? sono appena tornato dalle prove del MINIFESTIVAL, lo spettacolo che da circa 8 anni prepariamo in Parrocchia
per far "esibire" piccoli e grandi del coro e non... (ps. se hai tempo puoi dare un'occhiata alle foto sul Blog!)
Stasera, quando una ragazzina mi ha chiesto "Vittorio, ma quest'anno non ci hai dato ancora le locandine da appendere?"...
da questa domanda è nato lo spunto per scrivere questa paginetta di questo BLOG un pò "appezzottato" come direbbe qualcuno
dei ragazzi dell'Oratorio..
Dicevo, visto che sono 8 anni che prepariamo questo spettacolino chiamato MINIFESTIVAL proprio perchè nel possibile cerchiamo
di imitare il Festival di Sanremo, con tanto di presentatore e vallette... è puntualmente per far conoscere questo spettacolo ognuno dei
partecipanti (una ventina di elementi con età comprese tra i 6 e i 18 anni) si prende un pò di locandine fatte con il computer è le attacca
dovè possibile (portone delle cooperative, negozi, supermercati, etc etc)
è tra le tante cose che ci sono indicate sulla locandina (giorno ed orario spettacolo, ingresso gratuito, etc etc) c'è anche il mio numero di telefono (3393874201) con la scritta che si porta in questo periodo "INFOLINE" nel caso qualcuno voglia qualche informazione - ok - dovete
sapere che in questi otto anni NESSUNO ha mai chiamato questo numero, anzi, la prima volta mi hanno chiamato l'anno scorso, il Sabato
che dovevamo fare lo spettacolo, mentre stavamo pulendo il salone, insieme al ragazzo, Enzo, che mette a disposizione l'impianto audio
gratuitamente.. rispondo al telefono, una voce mi chiede "siete voi l'organizzatore dello spettacolo" (che bello penso io, finalmente qualcuno
che si interessa della cosa!) poi mi dice "sono un'incaricato della SIAE, non mi risulta che avete pagato per lo spettacolo di stasera, mettetevi
in regola entro mezzogiorno altrimenti stasera verrà un'ispettore, rischiate una multa più il sequestro della strumentazione)... inutile dire che
si trattava di uno spettacolino per bambini che cantavano insieme e poi mangiavamo un pezzo di torta con le famiglie ... non voglio dirvi
altro, però mi viene da sorridere
anche perchè ho trovato questo articolo sulla rivista COMPUTER IDEA del bravissimo Andrea Maselli
che vi allego sotto
QUANDO I BAMBINI FANNO Oh
Diciamocelo: viviamo in un Paese che ha tanto bisogno di legalità. Parte della grande industria è finita in galera
(anche se poi ne è uscita subito), il mondo del calcio si è rivelato una bufala, (anche perché è l'evasione fiscale
il vero sport preferito dagli italiani), gli indulti pullulano, i servizi segreti sbandano e oramai non è più possibile effettuare una conversazione telefonica a cui partecipino soltanto i due legittimi interlocutori. Ecco perché, proprio oggi, nel
nostro Paese, la SIAE è così importante.
Perché quando il disordine sembra imperare, quando la delinquenza pare dilagare senza freno, lei -
e solo lei - continua a perseguire il crimine senza farsi condizionare dai facili sentimentalismi e dall'opinione pubblica.
Il mese scorso la SIAE è infatti giustamente salita agli "onori" delle cronache, per i meriti di un suo mandatario che
ha colto sul fatto un gruppetto di delinquenti extracomunitari intenti ad arrecare grave danno agli interessi di un autore musicale.
I quattordici furbetti bielorussi, di età compresa tra i 7 e i 12 anni, si erano permessi di preparare uno spettacolino,
con tanto di canzoncina popolare cantata in coro, senza pagare la SIAE!!!
Non so se mi spiego! Ora, non mi si venga a dire che il fatto che si trattasse di un gruppo di bambini di Chernobyl
dovrebbe intenerirci. D'accordo, volevano fare una rappresentazione, con tanto di costumini di carta igienica
colorata, per ringraziare le famiglie di Noci e Martina Franca che li avevano ospitati in Italia per oltre un mese.
E ammettiamo pure che lo spettacolo facesse parte di un'iniziativa di solidarietà (il "Progetto accoglienza di Chernobyl")
e che sia stato improvvisato sull'onda di un affetto istintivo, di quelli che solo i bambini sanno esprimere. E allora?
Dove vogliamo metterlo il danno subito dall'autore della canzoncina popolare bielorussa che i piccoli evasori
hanno voluto intonare - cinici ed egoisti - tra una fetta di torta fatta in casa e gli applausi delle famiglie ospiti?
Bene allora ha fatto il titolare SIAE dell'ufficio di Martina Franca a contestare ai minori extracomunitari la
violazione dell'art 17. L.633 del 1941 ("esecuzione di opera dell'ingegno senza autorizzazione dell'autore")
esigendo il pagamento del dovuto compenso risarcitorio. Magari adesso il solito giornalista polemico e populista
salterà fuori a dire che si tratta di una legge ingiusta, frutto di una decennale attività di estenuante lobbismo,
nata con il preciso intento di soffocare la libera circolazione della cultura e delle idee di un'intera nazione,
per garantire profitti eterni e smisurati a pochi privilegiati canzonettisti.
Qualcun altro invece si affretterà ad affermare che si tratta di un incomprensibile guazzabuglio giuridico,
nato e cresciuto in epoca fascista, e poi peggiorato via via nel tempo man mano che la lobby della discografia
e del cinema acquisiva il potere politico necessario per fare il bello e il cattivo tempo...
Quante cattiverie, quante falsità!
Si sappia invece che proprio questa legge - e ce lo dice il direttore generale della SIAE per Puglia e Basilicata
in persona - prevede precise esclusioni: per esempio "non si deve pagare nulla per fischiettare sotto la doccia".
Anziché criticarlo sempre, bisognerebbe piuttosto essere orgogliosi di un ente come la SIAE che, in un Paese
allo sbando sotto il profilo della legalità, è in grado ancora di scoprire dove si annida il crimine, quello vero,
e sa come colpirlo alle radici.
Anzi, voglio personalmente invitare quest'ente a concentrare ancor di più la propria attenzione soprattutto là
dove tutti sappiamo che il disprezzo per la legge regna sovrano e la delinquenza prolifera: sugli autobus delle
gite scolastiche (soprattutto nei pressi dei sedili posteriori), intorno ai falò sulle spiagge (è lì che hanno rovinato
Baglioni e Battisti!), ai raduni degli scout (che forse le marcette e i canti alpini non vanno protetti?), nelle
festicciole in casa e, naturalmente, negli spettacoli di beneficenza. E se fosse possibile mi occuperei anche
seriamente dei non vedenti, che mi dicono siano particolarmente avezzi a duplicare in massa gli audiolibri.
E che i bambini imparino, fin da piccoli, che possono fare "oh" ogni volta che vogliono.
Basta che paghino.
Andrea Maselli
andrea.maselli@bp.vnu.com